Aprire una partita IVA è il primo passo per chi avvia un'attività professionale o d'impresa. La scelta del regime fiscale e degli adempimenti iniziali incide su tutta la gestione successiva: per questo è utile farsi affiancare da un commercialista fin dal primo giorno.

Regime forfettario 2026: a chi conviene

La Legge di Bilancio 2026 conferma il regime forfettario con soglia di ricavi o compensi fissata a 85.000 euro annui. Il superamento di questa soglia comporta l'uscita dal regime a partire dall'anno successivo, mentre il superamento dei 100.000 euro determina l'uscita immediata, con applicazione dell'IVA sulle operazioni che eccedono tale limite.

Tra i requisiti di accesso rientrano il limite di 35.000 euro di redditi da lavoro dipendente o pensione percepiti nell'anno precedente e il tetto di 20.000 euro lordi di spese per personale dipendente o lavoro accessorio. Il regime prevede una tassazione sostitutiva di IRPEF, addizionali e IRAP con aliquota al 15%, con eventuali aliquote agevolate per le nuove attività nei primi anni, da verificare caso per caso.

Regime ordinario: quando è la scelta giusta

Per chi supera le soglie del forfettario, opera in società di persone o capitali, o preferisce poter detrarre l'IVA sugli acquisti e dedurre analiticamente i costi, il regime ordinario resta l'alternativa da valutare, con una tassazione IRPEF a scaglioni o IRES per le società.

I passi pratici per aprire la partita IVA

Le regole del regime forfettario e le soglie di accesso possono cambiare da un anno all'altro: prima di aprire la partita IVA conviene verificare la propria situazione specifica con un commercialista.

Lo Studio segue l'apertura della partita IVA dalla scelta del regime più adatto fino alla gestione contabile e fiscale continuativa, per privati, professionisti e imprese di Camaiore, Capezzano Pianore e Lucca.

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